È il nucleo più antico di quella che un tempo veniva definita la “casa grande di Angiari”, appartenuta ai Murnovo verso la metà del Seicento. Nonostante le trasformazioni del contesto, la corte conserva ancora oggi, almeno esteriormente, le sembianze quattrocentesche, con finiture in cotto negli archivolti centrali e nei beccatelli del sottotetto.
Verso la metà del Settecento, la casa dominicale era dotata di pozzo, forno, corte, caneva, stalla, fienile e barchessa, il tutto cinto da un alto muro che la separava dall’esterno.
Posta nel centro di Angiari, Corte Vidali compare anche in un disegno di Giovanni Tambara del 1807, dove è raffigurata come un fabbricato residenziale disposto longitudinalmente lungo la strada, con una barchessa abbellita da pilastri.
La parte centrale, unica superstite della Corte originaria, conserva ancora parte della torre, con un ampio portale al pian terreno oggi parzialmente interrato, e un loggiato al piano superiore, murato e modificato rispetto all’originale, soprattutto nella parte alta dell’arco. La torre era in origine inserita tra edifici che si sviluppavano sia a destra che a sinistra.
