Al centro del paese di Villa Bartolomea spicca per bellezza ed eleganza una villa; un complesso nobiliare di proprietà di nobili signori che proprio a Villa avevano estesi possedimenti, i Ghedini, Panziera Viero. La villa di famiglia rappresenta l’elemento più importante ed interessante ma, accanto ad essa, si trova un oratorio intitolato a Sant’Anna e costruito nel 1798 dalla famiglia Viero.
La facciata è molto semplice, caratterizzata da quattro paraste con capitelli dorici, due di fronte e due laterali esterni, posizionate su un alto zoccolo di pietra che sostengono la trabeazione orizzontale su cui gravita un timpano sormontato, al vertice, da una croce in ferro battuto e, ai lati, da due piedistalli che sostengono vasi ornamentali di cemento.
Al suo interno troviamo una delle cose più belle e misteriose dell’intero territorio. Di fianco all’altare, protetto da sistemi di sicurezza, è visibile un artistico reliquiario ricco di circa cinquecento reliquie di Santi, organizzate e disposte le une vicino alle altre e tutte dotate di autentica ecclesiastica. Sotto il reliquiario due vani riservati a Santa Celestina. In quello superiore l’urna contenente alcuni oggetti appartenuti alla Santa mentre sotto, in posizione supina, la statua della Santa stessa.
Un alone di mistero aleggia attorno a questo reliquiario. Le varie ricerche fatte da studiosi locali non sono riuscite a risalire alla provenienza delle stesse o sul periodo di arrivo nel paese di Villa Bartolomea. Unico dato certo è la loro temporanea sistemazione nella vecchia parrocchiale di Villa, purtroppo demolita nel 1855. Terminati i lavori, tutta la popolazione partecipò ad una solenne processione per trasportare le reliquie dalla chiesa all’oratorio, luogo dove ancora oggi si conservano; era il 12 aprile 1835.
Oltre a questo prezioso reliquiario, da segnalare nell’oratorio, una pregevole pala dell’altare di buona fattura che rappresenta la Santa a cui l’oratorio è intitolato e cioè Sant’Anna che insegna alla figlia, Maria Bambina, la Parola di Dio. Le altre figure che appaiono, anche se in secondo piano, sono San Gioacchino, suo padre, mentre, nella parte opposta, sullo sfondo, si scorge la figura del futuro sposo di Maria, San Giuseppe. Ai piedi del gruppo centrale, due angeli seduti intrecciano una corona e in alto, sopra il gruppo, il triangolo simbolo di Dio che è Uno e Trino, avvolto da luce con gli angeli.
