In contrada Paina, a ridosso dell’Adige, sorge questa nobile e antica dimora che, nella seconda metà del 1700 all’arrivo dei francesi, poteva contare, oltre all’imponente edificio, su una possessione agricola composta da campi coltivati a prato, a frumento, segala, bosco e risaia.
Le origini della corte sono molto antiche: già nel 1589 è testimoniata l’esistenza di una corte dominicale di proprietà di Girolamo Panini nella contrada Paina, presso l’argine dell’Adige. La costruzione della villa come appare oggi risale però alla metà del Seicento.
La Corte Dominicale Avrese, Fantoni alla Paina, pur trovandosi nel comune di Angiari, si distende nella quiete della campagna a due passi da Legnago. Addossata al fiume, la villa sfrutta l’Adige come baluardo difensivo verso Nord-Est. Il complesso, con doppio accesso dall’Adige e dall’aia, ingloba due barchesse con portici a due arcate su pilastri, simmetriche rispetto al corpo centrale, e due torri colombaie quattrocentesche che racchiudono lateralmente il fronte della villa.
Gli ampi annessi rustici formano una corte quasi quadrata davanti al prospetto principale, caratterizzato da un regolare partito di aperture architravate. L’asse centrale è sottolineato al piano terra da un portale a bugnato ad arco a tutto sesto e al piano superiore da una porta finestra architravata con poggiolo in pietra e balaustra in ferro.
La villa, raffigurata in un disegno di Bernardo Schiavi nel 1680, conserva ancora oggi gran parte dell’aspetto originario con i portali a bugnato, le torri colombare e gli elementi architettonici tipici dell’epoca. A impreziosirne l’esterno vi sono due imponenti torri colombare quattrocentesche, gli obelischi della facciata est e un finissimo cancello in ferro battuto settecentesco.
