Nel cuore del Basso Veronese fiorisce una tradizione artigianale di straordinario valore, legata soprattutto alla lavorazione del legno e del mobile d’arte. Accanto alla celebre Cerea, patria dei maestri mobilieri, troviamo realtà vivaci a Bovolone, Sanguinetto, Casaleone e San Pietro di Morubio, dove operano tanto grandi stabilimenti quanto piccole botteghe e restauratori di pezzi d’antiquariato.
Le origini del mobile d’arte
La lavorazione del mobile nacque a Cerea nei primi decenni del Novecento, trasformando un tranquillo paese agricolo in un centro rinomato per ebanisti, intarsiatori e restauratori. La storia ebbe inizio nel 1920, quando l’ingegnere Bruno Bresciani commissionò a Giuseppe Merlin il restauro di un mobile seicentesco: da quel lavoro nacque una tradizione destinata a segnare l’economia e la cultura della zona per tutto il secolo successivo.
Con Merlin prese forma la figura dell’artigiano-artista, capace di unire tecnica e sensibilità estetica. Intorno a lui si formarono una trentina di apprendisti, che imparavano non sui libri, ma attraverso l’esperienza e l’osservazione diretta dei modelli d’epoca: dallo stile Veneziano all’Impero, dal Barocco allo Spagnolo.
Le scuole del legno e il Marchio del Mobile d’Arte
Nel 1955 nasce la celebre Mostra del Mobile di Cerea, vetrina nazionale per produttori e commercianti. Per tutelare la qualità e l’identità di questo settore viene istituito il “Marchio del Mobile d’Arte” e, a Cerea e Bovolone, aprono le scuole del legno destinate a formare nuove generazioni di mobilieri e restauratori.
La Scuola di Ebanisteria di Bovolone, unica nel Veneto, prepara giovani artigiani alle professioni di ebanista, laccatore, doratore, disegnatore e restauratore, con corsi tenuti dal Centro di Formazione Professionale Regionale per l’Artigianato (Piazza Donatori di Sangue – Bovolone).
Tradizione e innovazione
Negli anni Trenta le botteghe di Cerea e Asparetto rappresentavano già una realtà economica importante. La produzione subì un arresto durante la guerra, ma dagli anni Cinquanta al Settanta si visse una nuova epoca d’oro: i mobili di Cerea conquistarono il mercato nazionale ed europeo, in particolare la Germania.
Il successo derivava dalla riproduzione fedele di modelli d’epoca, realizzati con materiali pregiati e tecniche tradizionali di intaglio, tornitura e lucidatura a gommalacca. Ogni pezzo, unico e irripetibile, raccontava la storia e la vita quotidiana di chi lo aveva creato.
Il Museo e la cultura del legno
L’Associazione Culturale Appio Spagnolo di Cerea custodisce questa eredità nel proprio Museo Etnografico della Lavorazione Artigianale del Legno e promuove corsi, seminari e convegni dedicati al mobile d’arte (www.appiospagnolo.it).
Oltre al legno, si sono sviluppate anche le arti del ferro battuto, del vetro e delle vetrate artistiche, che continuano a rendere il Basso Veronese un centro di creatività e maestria artigiana.
Il mobile veronese nei musei
Presso il Museo Maniscalchi-Erizzo di Verona sono esposti splendidi esemplari di antichi mobili veronesi, databili tra il Cinquecento e il Settecento, testimonianza dell’evoluzione di questa nobile arte nel territorio scaligero.
Conclusione
L’artigianato del Basso Veronese rappresenta una tradizione viva e in continua evoluzione, capace di unire memoria, tecnica e creatività. Dalle prime botteghe di Cerea alle moderne scuole del legno, sopravvive lo spirito di chi ha fatto del lavoro manuale un’arte riconosciuta e ammirata nel mondo.
