Era il 1797 e nelle nostre terre imperversavano gli eserciti francese e austriaco. La popolazione, terrorizzata, nascondeva tutto ciò che poteva essere razziato dai soldati e sperava in una fine del conflitto che riportasse pace e tranquillità. Napoleone Bonaparte, con l’avvio della Campagna d’Italia, sconvolse i fragili equilibri che regnavano nel Veneto e nella pianura veronese.
L’assedio di Mantova
Nel gennaio del 1797, dopo i continui successi dell’esercito francese, le truppe austriache del generale Wurmser si erano rifugiate a Mantova per resistere all’assedio. L’assedio, lungo e snervante, metteva a dura prova i soldati e le scorte di viveri. Per rompere l’assedio e portare rifornimenti, fu deciso di inviare un esercito di soccorso di 6.000 uomini al comando del generale Giovanni Provera, nobile pavese e valoroso ufficiale imperiale.
Lo scontro sul fiume
I francesi, venuti a conoscenza dei piani nemici, decisero di bloccare l’arrivo dei rinforzi e pianificarono una serie di attacchi per ostacolare l’avanzata austriaca. Nonostante le continue incursioni del capitano Guyaux, il 13 gennaio 1797 Provera riuscì a raggiungere l’Adige di fronte ad Angiari.
Con una manovra da esperto stratega, riuscì ad attraversare il fiume, ma il generale francese Augereau colse l’occasione per attaccare alle spalle la colonna austriaca. Gli uomini di Provera risposero alle provocazioni e lungo il fiume scoppiò una violenta battaglia che coinvolse migliaia di soldati su entrambe le sponde.
L’esito della battaglia
A prevalere furono infine gli austriaci, anche se lo scontro fu durissimo: si contarono circa 2.000 caduti tra i due schieramenti. Stremato ma ancora a capo di un esercito, Provera riuscì a riprendere la marcia verso Mantova, ignaro che la città era già caduta nelle mani francesi pochi giorni prima.
La battaglia di Angiari ebbe comunque un ruolo strategico di grande rilievo: gli attacchi subiti lungo l’Adige costrinsero Provera a perdere carri e rifornimenti, vanificando l’obiettivo di soccorrere la guarnigione assediata. Lo scontro risultò così determinante per le sorti della guerra e consolidò il vantaggio militare francese nella pianura veronese.
La memoria dell’evento
L’episodio non fu dimenticato. La battaglia di Angiari venne infatti raffigurata in un acquerello di Giuseppe Pietro Bagetti, conservato oggi al Musée National des Armées di Parigi. Nel 1835 da quell’opera venne tratta una stampa di grandi dimensioni che immortalò per sempre il coraggio dei soldati e la drammaticità dello scontro lungo l’Adige.
Ancora oggi, tra gli argini e le campagne di Angiari, il silenzio del fiume sembra custodire l’eco lontano di quella battaglia che, per un giorno, fece di questo piccolo paese uno dei protagonisti della storia europea.
