Nel cuore di Villa Bartolomea, a fianco del complesso nobiliare quale Villa Ghedini-Panziera-Viero, si trova un interessante oratorio. Intitolato a Sant’Anna, è stato costruito nel 1798 dalla famiglia Viero nello stile proprio di quell’epoca.
La facciata è molto semplice: ha quattro paraste con capitelli dorici, due di fronte e due laterali, che sostengono la trabeazione su cui poggia il timpano.
All’interno l’oratorio si presenta diviso in due parti: il presbiterio e la platea, ma ciò che colpisce il visitatore o il fedele è la tela posta sopra l’artistico altare barocco. La tela, cm 280 x cm 150, eseguita con la tecnica ad olio, rappresenta Sant’Anna che insegna alla figlia Maria la parola di Dio. In secondo piano, alle spalle di Maria, suo padre Gioacchino osserva compiaciuto ciò che fa sua figlia.
Alle spalle di Elisabetta, sullo sfondo, si scorge la figura del futuro sposo della Madonna, San Giuseppe. Ai piedi del gruppo, per dare slancio al dipinto, siedono due angioletti intenti ad intrecciare una corona. In alto, sopra il gruppo, avvolto da luce e attorniato da angeli intenti al canto, emerge il triangolo simbolo di Dio, uno e trino.
Sullo sfondo compare uno scorcio del Teatro Olimpico di Vicenza e, pur sapendo che l’autore è ignoto, quantunque sugli scalini siano dipinte le iniziali P M, si presume che quest’opera di buona fattura, dove si può cogliere il gusto veneto nello stendere il colore, sia stata eseguita da un artista vicentino.
