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Villa Betti-Contro

Villa Betti-Contro

Uno degli edifici di maggior prestigio del territorio comunale di Sanguinetto è senza dubbio Villa Betti-Contro, ora Polazzo. È un edificio con struttura seicentesca che in passato ha vissuto alcuni dei momenti più significativi della storia d’Italia ospitando tra le proprie stanze, sia Francesco Giuseppe che Giuseppe Garibaldi.

Costruita nel cuore pulsante di Sanguinetto, si trova a poca distanza del Casello e di lato della chiesa appartenente al convento di Santa Maria delle Grazie.

Il palazzo sembra possa ricondursi, sulla base di alcuni elementi architettonici, al 1600 ed alcuni particolari ci fanno capire come esso abbia rappresentato un luogo di grande valore artistico e storico. Era completamente affrescato ed anche oggi sono visibili alcune delle tante opere d’arte che incantarono anche Francesco Giuseppe e Garibaldi.

All’esterno la villa si presenta solenne e maestosa, con il portone d’ingresso ad arco ribassato ed è caratterizzata da sei finestre poste simmetricamente rispetto al portone d’accesso, sopra il quale si trova un balconcino balaustrato con altrettante finestre abbellite da un timpano con un balconcino in ferro. L’ultimo piano, al quale la luce accede grazie a finestre quadrate più piccole, ha al centro lo stemma di famiglia.

La pianta della villa è quella tipica veneta con il salone centrale e le quattro stanze che si dispongono simmetricamente ai lati. La parte Nord del salone porta ad una doppia scala che conduce ai piani superiori mentre al centro una porta dà al cortile interno, semplice ma raccolto con le barchesse che racchiudono sia la zona dedicata alle stalle, sia le case della servitù. Un grande portone ad arco permetteva l’entrata e l’uscita di cavalli, carrozze o altri cariaggi di grandi dimensioni mentre un altro piccolo edificio, oggi utilizzato come rimessa, era probabilmente la cappella privata della villa con il soffitto in legno a cassettoni dipinti di azzurro a rappresentare il cielo.

L’interno della villa è affrescato e le opere più interessanti si trovano a pian terreno mentre al piano nobile si trovano fregi e stucchi. Anche l’ultimo piano racchiude affreschi di epoca più recente. All’ingresso ci accolgono alle pareti putti dipinti, animali mitologici e fantastici, elementi che richiamano l’antica Grecia, mentre il soffitto è diviso in quattro sezioni con quattro muse avvolte da un velo che potrebbero rappresentare le virtù o le stagioni.

Vari elementi in bugnato ed altri particolari fanno ricondurre parte delle opere tra il ‘600 ed il ‘700 anche se molti interventi sono successivi come è testimoniato da una firma non del tutto leggibile di una data molto probabilmente riferibile alla fine del 1700 o agli inizi del 1800. Anche le altre stanze a pian terreno risultano affrescate e grandi paesaggi seicenteschi/settecenteschi riempiono le pareti delle varie sale.

Attraversato il salone, si accede ad una doppia rampa di scale che conduce al piano nobile. Due nicchie vedono dipinti due soldati ad altezza naturale. Il primo, sulla destra, con sullo scudo lo stemma dei Della Scala; il secondo, sulla sinistra, con un’armatura seicentesca appoggiato alla propria spada.

Oltrepassati i due armigeri, la scala si riunisce e denota la propria bellezza ed eleganza. Quattro putti di rara bellezza raffiguranti le quattro stagioni, ne fanno da completamento e conducono il visitatore al piano superiore. Anche qui troviamo due nicchie con due vasi dipinti mentre, sopra di esse, sono poste due immagini femminili all’interno di ovali e racchiuse da una finta cornice.

Il piano nobile, con ancora pavimenti in cotto, non ha mantenuto, nel salone centrale, alcun affresco mentre due delle quattro sale laterali hanno dei bellissimi stucchi e fregi. Questo piano era utilizzato dalla famiglia Betti come la vera abitazione privata mentre il pian terreno era il luogo degli affari e dell’accoglienza degli ospiti.

I fregi e gli stucchi furono commissionati da Giuseppe Betti agli inizi del 1800 e raffigurano animali da cortile ed uccelli da cacciagione come fagiani e pernici presenti nel salone di sinistra usato come sala da pranzo, mentre la sala opposta ha negli stucchi degli elementi come vasi ed altri oggetti che possono far ricondurre ad una camera da letto.

Anche l’ultimo piano è dipinto con motivi floreali. Infatti i soffitti richiamano elementi caratteristici della nostra campagna quali i fiori di colori variopinti ma non sgargianti. Un particolare contraddistingue una delle quattro stanze poste all’ultimo piano.


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Villa Betti-Contro