37050 Oppeano
Oppeano si trova a Sud-Est di Verona, da cui dista circa 25 km.
Il territorio comunale si estende su una superficie di 46,82 km² e si trova a un’altitudine media di 26 metri s.l.m.. Oltre al capoluogo, il comune comprende le frazioni di Ca’ degli Oppi, Vallese, Mazzantica e Villafontana (condivisa con Bovolone e Isola della Scala).
Il territorio è lambito dai corsi d’acqua Bussè, Piganzo e Menago, tutti affluenti del fiume Tartaro.
Confina con i comuni di San Giovanni Lupatoto, Zevio, Palù, Ronco all’Adige, Isola Rizza, Bovolone, Isola della Scala e Buttapietra.
Le prime citazioni scritte riguardanti Oppeano risalgono tra la fine del IX e il X secolo. Il toponimo non compare ancora in forma univoca, ma con varianti come Opdanum, Oppidanum e Castropedanum, tutte riconducibili all’idea di un borgo fortificato.
Il nome della frazione di Ca’ degli Oppi deriva invece da Domus Oppiorum, ossia “casa dell’acero oppio”, un albero appartenente alla famiglia degli aceri. La zona era infatti caratterizzata da una fitta vegetazione di aceri campestri (oppio), querce, noccioli e olmi.
La presenza del bosco lungo il fiume favorì fin dall’antichità l’insediamento umano ad Oppeano. Numerose sono infatti le tracce di palafitte dell’Età del Bronzo, quando la zona era interamente coperta da paludi. Resti di una necropoli del 1300 a.C. testimoniano il primo nucleo abitato, mentre i reperti più significativi appartengono alla civiltà atestina. Tra i ritrovamenti spicca il celebre elmo di bronzo, oggi conservato a Roma, mentre altri manufatti si trovano nei musei di Este, Verona, Oppeano, Legnago e Firenze.
Nel 589 la rotta della Cucca provocò lo straripamento dell’Adige, che assunse l’attuale corso e costrinse gli abitanti a trasferirsi su terre prosciugate. In questo periodo nacque il Castrum Euppedanum, un campo trincerato che in età feudale e comunale venne rinforzato da un modesto castello, oggi ridotto a una torre mutilata e quasi irriconoscibile.
Dopo la sconfitta di Federico Barbarossa, Verona divenne libero comune e incluse nel proprio distretto Oppeano e Mazzagatta (oggi Mazzantica). Già nel 1100 si avviò un’ampia opera di bonifica delle paludi tra Vallese e Ronco all’Adige. Nel 1230, su queste terre, si consumò la vittoria di Ezzelino da Romano contro i Mantovani.
Successivamente Oppeano passò sotto il podestà di Verona e poi sotto la signoria scaligera. Con la caduta degli Scaligeri e vari passaggi di dominio, dal 1405 al 1796 rimase sotto la Repubblica di Venezia. In questo periodo furono prosciugati e disboscati terreni ancora paludosi, destinandoli alla coltivazione del riso e del gelso. Nacquero grandi corti rurali e sfarzose dimore padronali, che ancora oggi caratterizzano il paesaggio.
Tra XVII e XVIII secolo il territorio fu segnato da pestilenze, brigantaggio e guerre, oltre a periodi di povertà. Con la caduta di Venezia, durante la Campagna d’Italia, le truppe napoleoniche si accamparono a Vallese e Cadeglioppi.
Dopo il Congresso di Vienna il Veneto passò all’amministrazione austriaca. Oppeano pagò duramente la partecipazione a più sommosse, e solo con l’annessione al Regno d’Italia iniziò una nuova fase, pur segnata da difficoltà politiche, sociali ed economiche che spinsero molti oppeanesi ad emigrare.
Durante la Prima Guerra Mondiale, a Cadeglioppi fu attiva un’aviosuperficie, sede dell’XI Gruppo del Corpo Aeronautico del Regio Esercito.
La pieve di Mazzantica conserva la struttura muraria del 1000 e al suo interno custodisce tele del 1600. A Bagnolo, la chiesa romanica di Sant’Antonio Abate, consacrata alla fine del 1300 e ampiamente affrescata, conserva un prezioso crocifisso ligneo.
Nella parrocchiale di Santa Maria Addolorata, sorta nell’800 e interamente ricostruita nel 1841, pregevoli sono l’altare del 1631 e una pala di Felice Brusasorci, pittore attivo nella seconda metà del ‘500, oltre a interessanti pale di Pasquale Ottimo dell’inizio del ‘600, una “Vergine del Rosario” di autore ignoto e un “Battesimo di Cristo” con lo stemma dei Fracastoro, la famiglia cui appartiene l’omonimo palazzo.
Numerose e un tempo sfarzose le ville dei nobili veneziani sparse nel territorio come: villa Altichieri del 1800 con all’interno decorazioni liberty, villa e corte Montara del 1700 con facciata decorata, villa Guarnieri a Vallese del 1700 restaurata di recente e villa Guasteverza Benciolini del 1700 in località Villafontana.
Non possono mancare di menzione corti come: Corte domenicale Fracastoro, Corte Baughi Peccana in località Finiletto recentemente restaurata, Corte Bongiovanni Mocenigo, residenza padronale di sobrie forme del tardo ‘700 con adiacente la pila da riso del 1739, Corte Turco del ‘700 con la cappella barocca, Corte Giona Carli a Trambellare, Corte Farfusola a Cadelferro, Corte Nichesola a Cadeglioppi e infine Corte Rossa o Canossa. Presso il Municipio ha sede il Museo della Civiltà Paleoveneta.
La ricchezza d’acqua favorisce l’agricoltura che punta su culture specializzate come: cereali, tabacco, foraggio, ma soprattutto mele, pere, pesche e radicchio rosso.
È molto sviluppato l’allevamento bovino, suinicolo e avicolo.
L’industria, l’artigianato e il commercio hanno avuto negli ultimi quarant’anni un forte e significativo incremento.
37050 Oppeano

