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Pro Loco di Minerbe

Presidente
Giuseppe Coppiello
Delegato in Consorzio
Paolo Saggioro
Telefono: 339 18 93 242
Recapiti
Indirizzo sede: Piazza IV Novembre 14
37046 Minerbe
Geografia

Minerbe dista 6 km da Legnago e si trova a Sud-Est di Verona, da cui dista 38 km.
Si estende su una superficie di 29,69 km², completamente pianeggiante.

La zona presenta un’altitudine compresa tra 10 e 20 m s.l.m..
Non ci sono notevoli corsi d’acqua, ma solo canali alimentati dal fiume Adige.

Le frazioni sono: Santo Stefano, Anson, Stopazzola e San Zenone.
Confina con i comuni di Legnago, Bonavigo, Pressana, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna e Veronella.

Etimologia

Di origine preromana, è ricordato come “Vicus Minervinus”, probabilmente per la presenza di un tempio dedicato a Minerva, dea romana.

Il nome “Minerbe” ha subito nei secoli diverse variazioni.
Nel testamento del diacono Dagiberto si legge infatti: Minervae (932), Menervio (1035), Menerbio (1228), e infine Minerbium, da cui l’attuale Minerbe.

Storia

Minerbe fu abitata già in epoca preistorica; lo testimoniano i resti di civiltà precedenti a quella romana, oggi conservati presso il Museo Fioroni di Legnago e il Museo Archeologico di Cologna Veneta.

Vicus Minervinus fu l’antica denominazione del paese, fra i più fertili durante la dominazione romana. In quel periodo venne edificato un tempio dedicato a Minerva, nel luogo dove oggi sorge la chiesa di San Zenone, sui cui muri è ancora visibile un’epigrafe romana.

Secondo la tradizione, in questi luoghi San Zenone predicò il cristianesimo. Inoltre, a seguito del ritrovamento di centinaia di scheletri nei fondi Weil Weiss e Stopazzola, si suppone che nel 312 abbia avuto luogo una sanguinosa battaglia tra le truppe di Massenzio e quelle di Costantino.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, iniziò un progressivo degrado ambientale dovuto a alluvioni, carestie e invasioni barbariche. Successivamente, Minerbe divenne proprietà della Curia veronese, che lo concesse in feudo al monastero di San Michele di Campagna.

Dal 1199 divenne comune sotto l’influenza del podestà Manfredino. Con l’ascesa della signoria scaligera, Minerbe divenne vicariato dei conti Bevilacqua, i cui privilegi furono confermati nel 1405 dal doge Steno, quando gran parte della provincia di Verona passò alla Serenissima Repubblica di Venezia.

Sotto Venezia ripresero i lavori di bonifica, che restituirono terreni fertili all’agricoltura e favorirono l’insediamento di famiglie facoltose, che edificarono grandi case-fattoria, poi trasformate in ville.

La storia del paese alternò momenti di pace a periodi di devastazioni, epidemie, incendi e ruberie, tra cui la spaventosa alluvione dell’Adige del 1776.

Gli anni dal 1796 al 1813 furono i più duri, segnati dagli scontri bellici tra austriaci e francesi.

Dal 1815 al 1866, sotto la dominazione austriaca, Minerbe visse un regime repressivo, con soprusi e requisizioni che alimentarono il banditismo.

Con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia nel 1866, dopo un periodo di difficoltà economiche, rifiorirono agricoltura e artigianato, riportando benessere su queste terre che secoli addietro lo avevano già conosciuto.

Arte

L’attuale chiesa di San Zenone, sorta sul luogo consacrato alla dea Minerva e sul basamento dell’antica pieve edificata nel 1035, è una delle più antiche del veronese. Viene nominata in una bolla di Eugenio III (1145) e in un diploma dell’imperatore Federico I (1155).
L’attuale facciata in stile barocco presenta due nicchie con le statue degli eremiti San Benigno e San Caro, opera dello scultore Ubaldo Fontana.
All’interno si conserva un prezioso battistero del 1454, affreschi di pregio e una scultura lignea del 1400 raffigurante la Madonna in trono.

La chiesa parrocchiale di Minerbe è uno dei più imponenti edifici sacri della zona: la sua costruzione iniziò nel 1824 e terminò nel 1848, mentre la facciata fu completata nel 1911.
All’interno, tra dipinti e statue, spicca la Pala di San Lorenzo dipinta da Ugolini nell’1800.

Di grande interesse storico e artistico è la chiesa di Santa Lucia, risalente al IX secolo e conosciuta come Santa Maria dell’Ospedale, che nelle forme attuali risale al XVI secolo.

Si possono ammirare anche ville e palazzi di pregio, testimonianza dell’antica prosperità e nobiltà del luogo: Villa Spolverini, Villa Burzio, Villa Stopazzola con l’oratorio di Santa Maria, Villa Buri-Corte Campeggio, Villa Weil Weiss, Villa Ferri, Villa Bernini Cavazzocca, Villa Angiari (attuale sede comunale), Villa Pignolati–Nicasola e Palazzo Beghinatus, in stile barocco e dichiarato monumento nazionale.
In località San Zenone da vedere anche Villa Visconti e Villa Guarienti (Corte Alliata).

Economia

Le aziende che operano su scala internazionale nel settore della meccanica e della carpenteria fanno da traino ad altre imprese, sia industriali che artigianali e agricole.

A Minerbe l’agricoltura ha sempre avuto un ruolo fondamentale e determinante. In passato rappresentava la principale attività e, ancora oggi, il territorio conserva una forte vocazione agricola, con la presenza di quattro pila da riso e varie aziende legate al settore.

Completano il quadro economico gli importanti allevamenti bovini e avicoli, che testimoniano la continuità della tradizione rurale accanto allo sviluppo industriale.


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