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Carpanea, il mito della città distrutta

Carpanea, il mito della città distrutta

Nel paese di Casaleone la leggenda di Carpanea è così radicata nella tradizione locale che persino la Pro Loco del paese porta il suo nome e ha istituito un importante riconoscimento civico denominato “Premio Carpanea”.

Le origini del mito risalgono al XVI secolo, durante le prime bonifiche delle Grandi Valli Veronesi. In quegli anni, dalle terre lentamente sottratte alle acque, cominciarono ad affiorare in modo sporadico corredi funebri romani, testimoniando la presenza di antichi insediamenti. Con l’espansione delle aree bonificate e il ricordo che nell’Alto Medioevo gran parte della pianura veronese era ricoperta da un bosco di carpino, gli studiosi individuarono in queste zone un luogo di grande interesse archeologico.

Ma per i contadini dell’epoca, che non avevano conoscenze storiche, quelle scoperte non potevano che evocare un’altra immagine: non un bosco, ma una città misteriosa e scomparsa. Così nacque la leggenda di Carpanea, tramandata nei racconti orali e nelle veglie del “Filò”, quando, nelle fredde notti d’inverno, la fantasia trasformava la storia in mito.

Il mito di Carpanea

Nel corso del tempo, poeti e scrittori ripresero la leggenda, dandole forma letteraria e immaginifica. La Pro Loco Carpanea di Casaleone ne offre questa affascinante versione:

“Nella fecondissima Valle del Tartaro sorgea la fiorente città di Carpanea, difesa da sette ordini di mura e da cento altissime torri. Al dio Appio, nume tutelare che proteggeva la città dalle acque che la circondavano, ogni giorno venivano portati doni dal popolo e dalla bellissima figlia del Re, promessa sposa a un sacerdote del tempio. Giorno dopo giorno i tesori si accumulavano, finché il Re, geloso di tanta ricchezza, rapì la statua del Nume tutelare e dall’alto di una torre la gettò nelle acque. Priva della protezione di Appio, la città fu sommersa dalle acque ed in esse perirono il Re, la Principessa, i sacerdoti e l’intero popolo. Da allora, nella notte di Pentecoste, si ode per tutta la valle un suono di campana e un pianto di fanciulla: è la giovane Principessa che piange il suo amore perduto.”

La leggenda di Carpanea, sospesa tra storia, mito e memoria contadina, continua ancora oggi ad affascinare studiosi e abitanti del luogo, simbolo poetico della lotta dell’uomo contro la natura e del misterioso legame tra la pianura veronese e le sue acque.


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