La Minestra di Riso con i Bruscandoli è una ricetta tipica della tradizione veronese, molto diffusa nelle campagne del Basso Veronese. I “bruscandoli”, ossia i germogli selvatici del luppolo, sono una prelibatezza primaverile che regala a questo piatto un aroma inconfondibile e un sapore delicato, amarognolo e naturale. Un tempo era una pietanza povera ma ricca di sostanza, oggi apprezzata come piatto tipico di stagione nei migliori ristoranti e agriturismi della zona.
Ingredienti (per 4 persone)
- 1,3 l di brodo di gallina
- 400 g di riso Arborio
- 120 g di cipolla
- 50 g di pancetta fresca
- 600 g di germogli di luppolo (bruscandoli)
- 50 g di olio d’oliva
- 60 g di burro
- 150 g di formaggio Grana Padano grattugiato
- 60 g di prezzemolo tritato
Preparazione
1. Preparare il fondo aromatico
In una casseruola capiente, soffriggete in olio e burro la cipolla tritata finemente insieme alla pancetta fresca. Aggiungete gli apici dei bruscandoli tagliati a piccoli pezzi, bagnate con un mestolo di brodo caldo e lasciate cuocere a fuoco dolce per circa 10 minuti.
2. Cottura della minestra
Versate il restante brodo di gallina e portatelo a ebollizione. Unite il riso Arborio e cuocete mescolando spesso fino a ottenere una consistenza morbida e cremosa. A fine cottura, mantecate con una noce di burro e il formaggio Grana Padano grattugiato.
3. Impiattamento e servizio
Servite la minestra di riso con i bruscandoli ben calda, guarnita con un po’ di prezzemolo fresco tritato. Per rispettare la tradizione, potete presentarla in ciotole di legno o di terracotta, anche se oggi vengono comunemente usati piatti fondi.
Consigli e abbinamento
Per gustare al meglio il sapore autentico di questo piatto primaverile, è importante consumarlo appena preparato. Si abbina perfettamente con un Soave DOC o un Bianco di Custoza, vini veronesi che ne esaltano la freschezza e le note erbacee.
Curiosità
I bruscandoli (germogli di luppolo selvatico) crescono spontaneamente lungo i fossati e i sentieri di campagna nel periodo di marzo e aprile. La loro raccolta è un rito antico nel Basso Veronese: un’occasione per stare all’aria aperta e portare in tavola il profumo della primavera veronese.
