Nelle immediate vicinanze del fiume che ha dato il nome al paese, si trova la residenza dei conti Cucina Ferri. Un edificio fino a qualche anno fa immerso nel verde con attracco privato e con un ponte in cotto che attraversava il canale Terrazzo, sotto l’imbocco del quale scorreva un cunicolo segreto ancor oggi ben visibile, che la leggenda dice essere stato collegato alla torre medioevale situata ad alcune centinaia di metri di distanza.
La casa, di proprietà della famiglia patrizia dei Cucina, si stabilì a Terrazzo tra il Quattro e Cinquecento. La ricchezza in paese di questi nobili si poteva verificare dagli estesi possedimenti che avevano nel territorio. Nel 1598 i fratelli Cucina potevano contare su 800 campi mentre un’altra importante vendita a loro favore venne eseguita nel 1610. Impegnati ad ottimizzare la propria attività economica, più volte i signori chiesero venissero realizzati o effettuarono loro direttamente lavori lungo il fiume Terrazzo; altre volte ne sollecitarono la sistemazione come nel caso della contessa Anna Maria Cucina nel 1793.
Il palazzo, situato a ridosso del fiume, si sviluppa su tre piani con un portale d’accesso e un balconcino nella facciata in ferro battuto, che dà sul Terrazzo. La casa, di sicura origine cinquecentesca, dovette subire varie traversie non ultima un’inondazione delle acque avvenuta nel 1748 allorquando la piena entrò da porte e finestre tanto da allagare la “caneva” coprendo le botti per quasi due terzi.
Ancora oggi sul tetto di Villa Cucina Ferri, svetta al centro un piccolo campanile con uno spazio riservato alla campanella utilizzata in passato dai proprietari per chiamare a raccolta i contadini mentre la villa, vista dal lato meridionale, è caratterizzata da un bel portale con una particolare caratteristica quale tre finestre al piano superiore e tre attigue alla porta d’accesso tutte molto ravvicinate. Si può presumere che l’apertura posta al piano nobile, proprio sopra il portale d’ingresso, potesse un tempo ospitare un balconcino oggi scomparso. L’ultimo piano è invece impreziosito da due finestrelle in stile veneziano che permettono un’ampia veduta dell’estesa campagna veronese.
Da tempo la villa è abbandonata e le stanze al suo interno hanno perduto il fascino di un tempo quando erano abitate dai nobili padroni i quali, allo scoccare del mezzogiorno, ordinavano ai propri domestici di suonare la campanella per comunicare l’ora del pranzo ai numerosi lavoratori disseminati nelle estese proprietà.
