La storia di Sanguinetto e la vita del suo antico maniero sono costellate da presenze illustri che testimoniano l’importanza strategica e culturale di questo luogo, un tempo tappa obbligata per condottieri, nobili, scrittori e generali.
Il castello medievale e i primi condottieri
Il castello di Sanguinetto fu costruito intorno al 1200 e ospitò figure di grande rilievo come il condottiero Jacopo Dal Verme e il capitano Gentile della Lionessa. Nel Trecento vi si accampò Giovanni l’Acuto, celebre capitano di ventura inglese immortalato in un famoso dipinto equestre a Firenze. Un secolo più tardi fece tappa anche Francesco Bussone, conte di Carmagnola.
Federico Gonzaga e le grandi accoglienze del Cinquecento
Nel 1520 Federico Gonzaga giunse a Sanguinetto scortato da 200 cavalieri. Per accogliere degnamente l’ospite, il castello fu addobbato con drappi e tappezzerie pregiate, segno della prosperità e dell’importanza politica del luogo.
Le guerre napoleoniche e l’episodio di Napoleone
Verso la fine del 1700, il territorio fu teatro di scontri cruenti tra austriaci e francesi, con generali del calibro di Wurmser e Massena. Partecipò anche Napoleone Bonaparte, che secondo la tradizione rischiò la vita proprio a Sanguinetto. La leggenda narra che, scampato al pericolo, trovò rifugio nella casa di Cristina Zuccato in Ca’ Michieli, dove avrebbe consumato alcune uova per riprendersi dallo spavento.
Carlo Goldoni e la nascita di una commedia
Nel 1739 il celebre commediografo Carlo Goldoni soggiornò a Sanguinetto per motivi giudiziari. Durante la permanenza, trasse ispirazione per scrivere “Il feudatario”, una delle sue opere più apprezzate anche all’estero.
Le truppe in transito e le guerre dell’Ottocento
Nel 1815 le strade del paese furono invase da 15.000 soldati francesi di ritorno in patria, riempiendo per giorni le vie con uomini, animali e carri. Episodi simili si ripeterono dopo le battaglie di Solferino e San Martino, quando migliaia di soldati tedeschi attraversarono il paese in fuga.
Radetzky, Pellico e i patrioti
Nel 1848 Johann Radetzky, feldmaresciallo austriaco, si fermò a Sanguinetto durante la Prima Guerra d’Indipendenza, soggiornando nel palazzo Roghi-Taidelli prima di tornare al fronte.
Un episodio ancor più significativo risale al 1821, quando un gruppo di soldati tedeschi fece tappa nel castello con prigionieri diretti allo Spielberg. Tra loro c’erano Silvio Pellico, Piero Maroncelli e Gonfalonieri. Una targa commemorativa ricorda ancora oggi la cella che li ospitò per una notte.
Da Francesco Giuseppe a Garibaldi
Francesco Giuseppe, futuro imperatore d’Austria, si fermò a Sanguinetto quando aveva appena 18 anni, durante le campagne contro gli insorti italiani. Ironia della sorte, nello stesso palazzo, meno di vent’anni dopo, Giuseppe Garibaldi arringò la folla il 10 marzo 1867, alla vigilia della campagna per l’unificazione dell’Italia.
Dal secondo conflitto mondiale agli intellettuali italiani
Durante la Seconda guerra mondiale, il generale americano Mark Wayne Clark, comandante della Quinta Armata, fece visita in incognito al palazzo Betti-Contro il 29 aprile 1945, pochi giorni prima della liberazione dell’Italia.
Tra gli altri illustri visitatori figurano Ugo Foscolo, Ippolito Pindemonte, Pietro Verri e Giulio Perticari, che spesso sostavano nel Basso Veronese per visitare la contessina Silvia Guastaverza nel suo palazzo di campagna a Cerea.
La lunga serie di illustri presenze dimostra come Sanguinetto, nel corso dei secoli, sia stato un crocevia di storia, cultura e potere, dove le vicende locali si intrecciano con quelle dell’Italia e dell’Europa.
