All’interno del castello di Sanguinetto si trova un enigmatico affresco datato 1571, un’opera di grande valore artistico e simbolico. L’immagine raffigura la Madonna con Gesù Bambino in braccio e, alla sua destra, un uomo inginocchiato che indossa un’armatura recante una croce, accanto a un vessillo che richiama le crociate.
Il mistero di questa scena sacra ha incuriosito storici e studiosi. Nel suo libro “Terra e Castella delle Basse Veronesi”, Bruno Bresciani scrive parole intense:
“E chi sono que’ signori, dell’affresco scoperto or non è molto, riccamente vestiti i quali, genuflessi con le mani giunte, alzano il capo verso l’apparizione della Madonna che ha accanto, pur in ginocchioni, un cavaliere crociato, vestito di ferro con in pugno un bianco vessillo dalla eguale croce?”
Un legame con la Battaglia di Lepanto?
Alcuni studiosi hanno collegato l’affresco a un evento storico preciso: la Battaglia di Lepanto del 1571, nella quale le navi della Lega Santa — tra cui quelle veneziane — affrontarono e sconfissero la flotta ottomana di Mehmet Alì Pascià. La figura inginocchiata potrebbe dunque rappresentare uno degli antichi proprietari del castello, che dopo aver partecipato alla battaglia, fece dipingere l’opera come ex voto alla Vergine per ringraziarla della vittoria.
Un messaggio di fede e memoria
Le figure inferiori dell’affresco — due adulti e un bambino — suggeriscono però un’altra possibile interpretazione. L’opera potrebbe essere un tributo commemorativo dedicato a un familiare caduto nello scontro navale, rappresentato nella parte superiore, avvolto tra le nubi accanto alla Madonna.
In questa lettura, il cavaliere diventa simbolo di chi, dopo la morte, protegge e veglia sui propri cari rimasti sulla terra. Un affresco che unisce arte, devozione e memoria, testimone di una fede semplice e profonda, ma anche del legame tra storia locale e grandi eventi del Mediterraneo.
Oggi questa pittura, conservata tra le antiche mura del castello, rimane una delle più suggestive testimonianze artistiche di Sanguinetto e un raro esempio di pittura votiva rinascimentale nella pianura veronese.
