Povegliano Veronese

La risorgiva di CalfuraLa risorgiva di CalfuraGEOGRAFIA

Il comune di Povegliano Veronese occupa una superficie di 18,53 km² e ha un’altitudine media di 47 metri sul livello del mare. Dista 14 chilometri da Verona e si trova, rispetto al capoluogo di provincia, a Sud -Ovest. Sul suo territorio c'è una forte presenza di fontanili, polle e risorgive che, in alcuni casi, sono aree protette e curate; di censite ce ne sono 44. Da una di queste polle nasce il fiume Tartaro. Frazione di Povegliano è Madonna dell’Uva Secca. Confina con i comuni di  Mozzecane, Nogarole Rocca, Vigasio, Castel d’Azzano e Villafranca Veronese.

ETIMOLOGIA

Il nome di Povegliano è da tempo ben noto nella letteratura paletnologica. Esso è legato principalmente al rinvenimento di una necropoli dell’età del Bronzo, avvenuto tra il 1876 e il 1877 in località Gambaloni e ad una segnalazione del 1880 riguardante gruppi di sepolture della tarda Età del Ferro, trovate ai Campi magri della Bora e alla Madonna dell’Uva Secca. A dare il nome al paese fu, quasi sicuramente, la “gens Popilia”, infatti il paese si formò con l’arrivo, al seguito di Caio Popilio, di alcuni liguri che, ricevuta la libertà nel 172 a.C. qui decisero di stabilirsi cominciando a lavorare la terra

STORIA

Il paese di Povegliano, posto tra l’alta e la bassa pianura, è caratterizzato dalla presenza di numerose risorgive naturali e molti corsi d’acqua incanalati in alvei artificiali per rendere agibile e coltivabile tutta la zona. Questa particolare conformazione del terreno ha influito in maniera determinante sulla scelta dei luoghi per lo stanziamento umano. Infatti, su queste terre, furono palafitticoli i primi insediamenti umani che vide, in seguito, soggiornarvi altre popolazioni protostoriche. Anche se non è possibile azzardare supposizioni sul ruolo svolto da Povegliano in epoca romana, è comunque certo che la zona fosse popolata in maniera notevole, soprattutto nel periodo del tardo Impero. Particolarmente interessanti alcuni ritrovamenti effettuati nel 1880 come in località della “Pezza Grassa”  dove si scopri una lapide sepolcrale; sfortunatamente non fu possibile ricostruirne il contesto. Altri documenti datati 1137 - 1146 testimoniano della presenza degli Scaligeri in Povegliano. A questa potente dinastia, Povegliano deve uno dei suoi periodi storici più interessanti.
Altra famiglia che ha lasciato una traccia indelebile in Povegliano, fu la famiglia Balladoro. I Balladoro di Santa Maria alla Fratta di Verona, compaiono a Povegliano nel 1604 attraverso l’eredità Orio. La famiglia Balladoro raggiunse il massimo splendore con Gio Batta agli inizi del XVII secolo, ma già in precedenza aveva avuto modo di accumulare un notevole patrimonio con il commercio delle stoffe di cui Verona era stata un centro notevole in altri tempi. Successivamente, anche grazie all’acquisizione della possessione del Bisello “con case e corti varie”, gli interessi economici dei Balladoro si orientarono sempre di più verso un’attività agricola di vaste proporzioni. Con l’arrivo delle truppe napoleoniche, venne fatta man bassa delle opere d’arte presenti nelle case patrizie e chiese. La storia più recente del paese segue le vicende di quella di tanti altri presenti sul nostro territorio.
 

ARTE

Il santuario della Madonna dell’Uva SeccaIl santuario della Madonna dell’Uva SeccaCi sono ancora diverse testimonianze storiche presenti nel territorio di Povegliano, innanzitutto il Santuario della Madonna dell’Uva Secca del XII secolo che conserva una tela del XVII secolo “Vergine col Bambino”; una pala attribuita alla scuola dell’Orbetto “L’Annunciazione”; una pala di Biagio Pacieri raffigurante Sant’Antonio; un affresco trecentesco “La Dormizione” della scuola dell’Altichiero e dell’Avanzo, un quadro di Antonio Badile “Vergine in trono con bambino ed angeli”. La parrocchiale di San Martino che fu completamente ricostruita negli anni ’60 del secolo scorso anche se conserva il campanile del ‘400. In essa vi si custodisce una pala di Donato Zenone raffigurante San Martino e nella cripta la statua di San Ulderico benedetta il 4 luglio 1308. Da vedere l’edicola di San Espedito Martire, l’oratorio al Santissimo Redentore, l’oratorio della Pignolà e la chiesa intitolata a San Nicola da Tolentino. Tra le Ville, invece, è da segnalare Villa Balladoro Malfatti, costruzione settecentesca in stile neoclassico circondata da un bel parco che ospita un museo archeologico e Crte “La Prà”.

ECONOMIA

Fino alla metà del secolo scorso, l’economia in Povegliano è stata quasi esclusivamente agricola. Si coltivavano soprattutto frumento, granoturco, foraggi e si allevavano animali da stalla e da cortile. Poco dopo la Seconda guerra mondiale l’attività produttiva ha iniziato un sensibile processo evolutivo. Progressivamente sono diminuiti gli addetti all’agricoltura che hanno diversificato le colture e, nel contempo, sono sorte parecchie imprese artigianali e qualche piccola industria. Poche industrie di rilievo, una miriade di piccole attività a conduzione familiare. Il resto della popolazione cerca lavoro in città e nei grossi centri limitrofi che circondano il paese.