Alloggio, ristoro e luoghi di svago

Alloggio:

Albergo Centrale ** via G. Spazian, 5 tel. 045 7300877

Albergo Turismo ** via Matteotti, 1 tel. 045 73330388

Albergo Da Moratti * via Abetone, 69 tel. 045 7330008

Albergo La Zona * via Cà Magre, 34 tel. 045 6630521

Affittacamere Nuovo Camino via Abetone, 52 tel. 045 7330348

Bed & Breakfast A Villa Esperis via Verona, 40 tel. 045 7300016

Country House Casal degli Angeli via Cà Dipinta, 6 tel. 045 6630914

Agriturismo Casalbergo via Casalbergo, 16 tel. 045 7300566

Agriturismo La Palazzina via Palazzina, 1 cell. 338 7474161

Agriturismo Otto Ducati d’Oro via Bastia, 6 cell. 349 7002200

Agriturismo L’Orto Amico via Cà Magre, 69 tel. 045 6630692

Ristoro:

ristorante pila vecia ridristorante pila vecia Agriturismo San Gabriele via San Gabriele, 30 tel. 045 6649003

Agriturismo La Palazzina via Palazzina, 1 cell. 338 7474161

Agriturismo Corte Seleson via Abetone,4 loc. Pellegrina tel. 0457330274 - 3497708751

Country House Casal degli Angeli via Cà Dipinta, 6 tel. 045 6630914

Ristorante Hotel Turismo via Matteotti, 1 tel. 045 73330388

Ristorante L’Artigliere Ristorante via Boschi, 5 tel. 045 6630710

Ristorante Casa Bastia via Bastia, 10 cell. 345 9789769

Ristorante La Vecia Scola via Casella, 38 tel. 045 7300005

Ristorante Al Lumicino via Gabbia,8 cell. 329 4148411

Ristorante Alla Torre via Torre Scaligera, 9 tel. 045 6632224

Ristorante Bagini via Tordello, 35 tel. 045 7300373

Ristorante Pila dell’Abate via Rimembranza,4 tel. 045 7301006

Ristorante Dalla Triestina via Guglielmo Marconi,5 tel. 045 7300187

Ristorante Pila Vecia via Saccovener, 9 tel.045 6630642

Ristorante Osteriastazione 17 viale Ungheria, 17 tel. 045 6630438

Ristorante Pizzeria La Campagnola via Degli Emili, 14 tel. 045 7300963

Risotteria Melotti piazza Martiri della Libertà, 3 tel. 045 7300236

Osteria Le Scolette piazza Nazario Sauro, 1 cell. 392 7272856

Osteria Borgo Doltra via Doltra, 44 cell. 328 0342788

Trattoria Vecio Balilla via Cesare Battisti, 10 tel. 045 7300840

LUOGHI DI SVAGO

LE PILE DA RISO

Un cronista della fine del settecento, Attilio Magri, così descriveva questi "opifici": pile o piste coi pestoni di legno a musone ferrato mossi da bracci sporgenti o palatron di un così detto maschio ossia grosso albero di legno forte, ben arrotondato, girante sopra il proprio asse, saldamente fissato alle estremità. Questi pistoni abbandonati ad una certa altezza dai palatron del maschio in movimento, cadendo sul risone vestito della sua buccia e costretto in una buca ellissoidica di marmo levigatissima nelle sue parti interne, ne determina la separazione della buccia e successivamente dell'epidermide che va in semola o bulla lasciando dopo lunga operazione bianco il grano. La maggior parte delle pile risultava essere di uso interno dell'azienda agricola e dietro compenso alcune servivano anche per i terzi. Risaia e pila erano dunque una unica realtà economica produttiva. 
Oggi praticamente tutte le pile hanno abbandonato il vecchio sistema a pistoni. Nessuna moderna riseria adotta, se non per motivi “di prestigio” e per una limitata attività, il sistema a forza idraulica.
Tra le meglio conservate e visitabili, La Pila di Corte Boschi - 1612
La “Pila dei Boschi” apparteneva originariamente ai Brà che il 21 gennaio 1612 avevano chiesto l’autorizzazione di costruirla ed, una volta pagata la somma dovuta, ricevettero l’investitura.
Attualmente la pila esiste ancora in tutta la sua struttura, anche se da tempo è inutilizzata. Ed anche se ai secolari cinematismi sono stati aggiunti macchinari più moderni, la grande ruota a pale è sopravvissuta come documento della tecnologia del passato e sono anche sopravvissute le pile, i mortai ricavati da un monoblocco di marmo, ed i pestelli che con il loro movimento ritmico azionato dalla ruota liberavano il riso grezzo “rison” dalla “pula”.

La Pila Vecia - 1644

La "Pila Vecia", situata Passolongo di Isola della Scala, qualche chilometro oltre Buttapietra. "Vecia" lo è in assoluto, se si pensa che la sua origine risale alla metà del secolo XVII; infatti da documenti in possesso dall'Archivio di Stato di Venezia, risulta che la richiesta per poter costruire la pila fu inoltrata alla Serenissima il 26 aprile 1644 da Domenico Cristato, latifondiere del tempo, e che nel 1656 essa era già da tempo funzionante. La grande ruota a pale, di 7,5 metri di diametro, azionata dall'acqua della Fossa Zenobia, è ancora intatta e funzionante, così come lo sono le nove "pile" ricavate in un monoblocco di marmo rosso di Verona e i relativi pestelli sono ancora funzionanti. Con il loro movimento ritmico liberano il riso grezzo, "rison", dalla pula, una lavorazione che richiede tempi lunghi e brigose operazioni a mano. Il riso che se ne ricava presenta un aspetto meno accattivante, ma conserva intatte le qualità nutritive e di gusto, e ha tempi di cottura maggiori. Il mulino Gazzani - 1648
Il mulino "Gazzani ", che da qualche decennio ha cessato di macinare grano per essere usato esclusivamente come pila da riso, ha origini che risalgono tra la fine del ‘400 e i primi anni del ‘500. E' dato sapere, secondo documenti del Catasto Austriaco, che i macchinari per la lavorazione del riso sarebbero stati aggiunti nell'anno 1648. Attualmente appartiene ai Soave che continuano la secolare tradizione della pilatura del Riso Vialone Nano e del Riso Carnaroli. Ancora oggi le due grandi ruote idrauliche, azionano vecchi e originali meccanismi che consentono la lavorazione del riso. Una lavorazione rimasta “immutata” negli anni e tuttora funzionante, è quella realizzata dai " Pestelli " (degli iniziali trentasei utilizzati fino alla seconda Guerra Mondiale, oggi solamente otto sono rimasti in uso), trattasi di meccanismi verticali di legno lunghi circa due metri la cui estremità inferiore termina con una parte appuntita in metallo. 

Il mulino della Giarella - 1411

Mulino Giarella ridI fiumi Tartaro e Piganzo (affluente del Tartaro) sono due corsi d’acqua, caratteristici della zona di Isola della Scala, che si uniscono a sud del capoluogo. E proprio dalla loro confluenza sorse quello che probabilmente è il più antico mulino di Isola, un tempo elemento essenziale per l’economia del paese. Questo mulino a quattro ruote e veniva impiegato in epoca tardomedioevale per la macina di cereali. Gli edifici del mulino erano di proprietà della pieve abbaziale e di vari signori privati succedutisi nei secoli.
La pieve fu presente nella proprietà fino al '900. All'interno del cortile è presente lo stemma della famiglia Brà.

Il Mulino de Palasio

Il Mulino del Palasio si trovava lungo il fiume Tartato all'altezza di Via Degli Emili. Il nome deriva dal fatto che annesso al mulino vi era un altro edificio attualmente visibile percorrendo la via. In alcuni documenti del '500 viene indicata la presenza di quattro ruote da macina; sul finire del '500 venne aggiunta una pila da riso. A partire dai primi anni del '900 la Privilegiata Impresa Einstein, gestita dai fratelli Rudolf e Hermann Einstein, padre del più noto premio nobel Alfred, installò un generatore che sfruttava la forza del fiume per la produzione di energia elettrica.

La Pila dell’Abate - 1642

La Pila dell’Abate posseduta dalla parrocchia di Isola della Scala fin dal 1642 veniva così descritto: “Et un brollo con poche viti morari ed altri arboi circondata parte dalla muraglia e parte dall'acqua del mulino della chiesa; una casetta d'abitazione del molinaro ed il molino sul Piganzo ……..”Il cosiddetto "mulino dell'abate" cessò di appartenere alla parrocchia nel 1933 quando fu venduto al Sig. Bonfante Pietro il quale adottò tutte quelle misure necessarie a far rendere il mulino, ristrutturando in parte l'edificio e riportando al massimo della funzionalità i vecchi macchinari in esso contenuti. Fra i macchinari ancora oggi funzionanti e ben visibili spiccano le eliche. Nel 1980 l'attività di lavorazione riso e derivata venne cessata per la scomparsa Sig. Bonfante e gli eredi, non potendo continuare in questa lavorazione, chiusero il mulino. Oggi all’interno della Pila è funzionante un ristornate dove si può ammirare, nel suo splendore, l’antica pila.