Ville, palazzi, corti e musei

Villa Guarienti – Brenzoni

palazzo guarienti a Roverchiara ridVilla Guarienti è uno stupendo complesso rinascimentale situato lungo la strada che da Isola Rizza porta a Roverchiara. L’edificio, quasi sicuramente costruito attorno al 1530, è abbellito da porte e finestre incorniciate in pietra lavorata e da un fregio esterno ad affresco con scena mitologica, attribuito a Giovan Battista dal Moro. All’interno camini artistici e altri affreschi oltre ad una scala nobile e a soffitti lignei originali. Nelle attuali condizioni di abbandono è difficile fare una descrizione di Villa Guarienti che comunque può essere suddivisa in cinque corpi: il primo riservato per il ricovero degli animali e degli attrezzi; il secondo, intermedio, con scala di accesso alla torre; il terzo composto da una torre colombara con elegante architettura a loggia; il quarto di collegamento con la costruzione padronale e, infine, la casa vera e propria. Fino alla metà del secolo scorso il palazzetto era cinto da un muro in cotto, crollato per il passare del tempo.
Probabilmente nel Settecento i Brenzoni, allora proprietari, decisero di alzare il complesso abitativo per renderlo più elegante inserendovi un bel portale a volta ancora oggi visibile, e abbellendo la torre colombara con alcune finestrelle ad arco alternate a lesene. Oggi, molto dello splendore antico è scomparso ma un tempo, oltrepassato il bel portale lavorato dell’ingresso, si poteva entrare in un salone con porte laterali riquadrate in tufo, tramezzato verso Nord. A sinistra del salone si trovava la cucina con camino e scala per salire ai piani superiori. Sopra, all’interno del grande salone speculare a quello sottostante, un grande camino e varie stanze abbellite da porte contornate. All’esterno la facciata era tutta affrescata e fino a non molto tempo fa si poteva vedere il disegno di un uomo e una donna con un corpo di delfino che si guardavano. Belle pure le canne fumarie, una delle quali caduta in occasione del terremoto avvenuto in Friuli nel 1976, che ha fatto sentire anche qui le sue conseguenze.
 

Villa Guerra

Posta in località Casalino, questa bella ed elegante villa è rappresentata in un disegno del 1731 di Francesco Cornale. Probabilmente iniziata nel 1600, ha subito nel corso dei secoli varie modifiche. Inizialmente rappresentava un complesso composito dove, accanto alla residenza nobiliare, si trovavano gli edifici rustici per il ricovero di attrezzi ed animali, il tutto cinto da mura. Ancora oggi per Villa Guerra poco o nulla è cambiato: l’impianto generale caratterizzato da un ampio salone centrale d’entrata e le varie camere che si aprivano sui lati; stessa disposizione anche al piano superiore dove, oltre al salone centrale usato per i ricevimenti, si trovano varie camere da letto. L’ultimo piano era il granaio dove venivano ammassati i prodotti raccolti. L’attuale sontuosa facciata con i contorni in tufo alle finestre di linee classicheggianti, il timpano che sormonta il portale del primo piano ed i vasi a festoni situati sui pilastri del portone d’ingresso: si presume siano il frutto di un intervento di abbellimento intrapreso tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento.

Villa Pindemonte Fiumi

1 Villa Pindemonte FiumiL'edificio, situato in Via Vittorio Veneto, sembra databile attorno al XVII secolo anche se non è da escludere che l'intervento settecentesco abbia interessato strutture più antiche. La "casa rusticale" ad ogni modo esisteva già nel 1745 e venne acquistata da Carlo Pindemonte per i figli. Fin all'inizio di questo secolo, l'edificio era composto da villa, casa del "lavorante", giardino e un fondo di terra in parte con vigne e gelsi e in parte arativa. Subì un primo ammodernamento negli anni '20 quando il salone del primo piano venne decorato in stile liberty. Sempre di questo periodo sono i pavimenti, gli infissi e gli intonaci. Nonostante i vari interventi, la villa mantiene inalterati i caratteri settecenteschi come le "modanature" in tufo delle porte e finestre, le torricelle dei camini, le aperture ovali del sottotetto, la cornice di gronda e i "modiglioni" in tufo. La facciata, rivolta a mezzogiorno, ha i consueti caratteri della casa padronale settecentesca con portali voltati e finestre contornate da profili in tufo.

 

Villa Sabbionara alla Cappa Fredda

 Corte Sabbionara è una casa padronale di pianta quadrata, che presenta un bel portale in pietra chiuso dallo stemma gentilizio, mentre le finestre del sottotetto sono state alterate da interventi recenti, così come la facciata meridionale dall'aggiunta di un porticato. Nella parte occidentale della corte è conservata l'antica torre colombara.

 

Villa Sagramoso-Carli

sagromoso carli ridUn recente restauro ha ridato bellezza e valore a questa corte dominicale situata lungo la strada che da Roverchiara porta a Bovolone. Molto di quanto appare in un disegno del 1731, a opera di Francesco Cornale, è cambiato, a partire dalla imponente torre colombara che, all’epoca, si ergeva dalla villa padronale. Oggi la facciata, pur conservando i lineamenti architettonici e le finiture in tufo settecentesche, ha subito drastici cambiamenti. Da rilevare il portale d’accesso e il partito centrale della villa caratterizzata da un balcone e da quattro finestre ovali disposte sui due piani. Tipica delle corti dominicali di campagna la suddivisione del complesso su tre piani l’ultimo dei quali utilizzato come granaio. Accanto alla casa padronale, le barchesse ed altri rustici mentre, nella parte anteriore, si apre un giardino. In antichità il fondo apparteneva ai Sagramoso della Pigna che, nel 1653, ne risultavano titolari. Durante la prima metà dell’Ottocento, la proprietà passò prima alla famiglia Guerra quindi alla Carli.

Torre di San Fermo

L'edificio, di linee cinquecentesche, sia per l'imponenza della struttura che per la ricercatezza di alcune finiture come il portale d'ingresso a bugnato, fa supporre che in antichità fosse stata una residenza padronale utilizzata prima dai proprietari Della Torre di San Fermo e poi dai Bonente e dai Giberti, come dimora residenziale di campagna.

Villa Bonente-Giberti in località Le Beazzane

Anticamente villa e tenuta appartenevano ai Boldieri ma nel 1745 i proprietari erano i componenti della famiglia Bonente. Oggi la corte risulta essere divisa in due parti: una comprendente l'unica casa padronale con i caratteristici camini, gli ovuli nel sottotetto ed il portale ad arco; l'altro formato da rustici e dalla cappella gentilizia.                         L'edificio di maggior interesse dell'interno complesso edilizio è, senza dubbio, la cappella dedicata a Santa Teresa d’Avila. Fu costruita dai Bonente nel 1741, come attestato da un'iscrizione. La facciata è conclusa da un timpano sormontato da pinnacoli in pietra. Un raffinato portale barocco in tufo lavorato, dà accesso all'unica aula interna, impreziosita alle pareti da stucchi e da marmi policromi dell'altare sovrastato da una decorosa pala settecentesca.

Villa Marogna e Corte dominicale Al Casalino

001 311 ridE' una casa nobile, tutta circondata da mura con edifici rustici sul lato occidentale e nord-orientale ed il palazzo residenziale al centro. Un antico disegno del Settecento dà una rappresentazione molto dettagliata della Corte, che appare tutta recintata da mura con gli edifici rustici sul lato occidentale e nord-orientale ed il palazzo residenziale al centro. Tale impianto generale è ancor oggi immutato, mentre la bella facciata con i contorni in tufo alle finestre di linee classicheggianti, il timpano che sormonta il portale del primo piano ed i vasi a festoni posti sui pilastri del portone di ingresso fanno pensare ad interventi risalenti al primo Ottocento.

 

Casa padronale Brenzoni – in via Bogon

Si tratta dell’antica casa padronale dei Brenzoni situata in contrada Bogon, attuale via Roma. Il complesso è costituito da un portale d‟ingresso con pilastri decorati, che immette in un ampio cortile. Sul lato sinistro sono collocate la casa da lavorente e la stalla con porticato ad archi. A destra, prospiciente la strada, sorge la casa padronale a due piani con sottotetto. La facciata posta a meridione è abbellita da cornici alle finestre. A nord il cortile è chiuso da un’altra abitazione che era riservata al gastaldo.

Corte Della Torre-Bonente – in località Villa

Questo edificio dalle linee cinquecentesche, per l’imponenza della struttura e per la ricercatezza delle finiture, come le cornici alle finestre e il portale dell’ingresso a bugnato, fa supporre che anticamente fosse adibito a residenza padronale. Dai documenti di compra-vendita si ricava che nel 1682 il marchese Della Torre acquista a Roverchiara “una casa da lavorente suddivisa in diversi corpi e campi in parte arativi, vignati, garbi e prativi”. I Della Torre vendettero poi la proprietà ai Bonente, che nel 1734 ingrandirono tutto il complesso. Attualmente la corte, nonostante sia ben visibile la casa padronale e le barchesse, è in uno stato di abbandono.

Villa Biondani e l’antica corte “Le Maddalene”

Villa Biondani è divisa in due parti: quella più antica è stata costruita nel 1500; la parte moderna, invece, risale al 1950. La parte antica fu edificata tra il 1500 e l’inizio del 1600. A destra della villa si trova un portico dove si tenevano gli attrezzi agricoli. Alla parete sono appesi gli attrezzi che si usavano un tempo sia nella lavorazione dei campi che nell’allevamento del bestiame: ricordo dell’intenso lavoro che si svolgeva in questa villa e di tutte le persone che vi lavoravano e vivevano. Lo stile antico della villa si nota soprattutto dall’arco che sovrasta le finestre. La villa aveva due meridiane, entrambe ancora visibili anche se non ben conservate. Questa villa, adiacente alla riva del fiume Adige, dispone di un imponente parco costituito da alberi particolari ed importanti.

Corte dominicale Mazzanti Via Vittorio Veneto

La corte Mozzanti, collocata nel centro del comune di Roverchiara, ancora oggi conserva intatte le caratteristiche della semplice casa dominicale, ingentilita dall’introduzione di pochi elementi architettonici come il portale d’accesso, caratterizzato dalle lesene laterali, e la soprastante porta ad arco coincidente con la sala centrale della casa. Semplici contorni in tufo riquadrano le finestre e il bugnato angolare definisce il volume dell’edificio segnato dalle cornici marcapiano in rilievo. Adiacente, un edificio più basso è destinato ad annesso rustico. Un muro di cinta, con inserito un piccolo portale dal timpano triangolare, chiude la proprietà. Dell’edificio, di proprietà della famiglia Mazzanti, si fa per la prima volta menzione nel 1696 quando viene citato, all’interno di una polizza, come casetta da muro con campi uno. In un successivo disegno del 1761 il fabbricato risulta ancora inserito nella proprietà Mazzanti. La sua vendita avviene nel secolo successivo quando, nel 1813, fu ceduto a Cesare Tazanini che lo utilizzava come sua abitazione. La proprietà, che vantava 75 campi, fu poi trasferita a Giovanni Benini che ne risultava proprietario nel 1849.

 Museo “Lionello Fiumi”

Fiumi Zamboni Il suggestivo sottotetto di villa Pindemonte-Fiumi (sec. XV-XVIII), adibita a sede municipale dal 1998, in seguito a un intervento di restauro conservativo, ospita un piccolo spazio museale dedicato al Lionello Fiumi (1894-1973), poeta e concittadino che in questa villa, la sua “Casa degli Avi”, trascorse le estati della sua fanciullezza e visse ininterrottamente per oltre vent’anni. Qui Fiumi, nel paese della sua “agreste prigionia”, lavorò assiduamente a saggi letterari e a moltissima poesia, creando un fervido cenacolo culturale. Nell’ambito di un vasto programma di valorizzazione della sua figura e della sua opera promosso dall’Amministrazione Comunale, il museo fu inaugurato nel novembre 2000, in occasione di un convegno dedicato all’itinerario umano e letterario del poeta. Si tratta di poche ma suggestive stanze, ricche di materiale rinvenuto in villa durante il restauro, raccolto e conservato dalla Biblioteca Civica. Su tavolini e bacheche sono disposti un discreto numero di volumi, riviste, ritagli di giornale, rubriche, lettere autografe appartenute al poeta e appendice della sua ricca biblioteca e del suo vastissimo patrimonio epistolare, conservati e gestiti dal “Centro Studi Internazionale Lionello Fiumi” di Verona. Interessanti fotoriproduzioni ripercorrono le tappe fondamentali dell’itinerario culturale internazionale del poeta e offrono uno spaccato significativo del suo vissuto personale. Il materiale è in fase di catalogazione ed è stato programmato l’acquisto di idoneo arredamento atto a conservare i documenti con ancora fruibili all’utenza.

MUSEO “LIONELLI FIUMI”

Via Lionello Fiumi, 17 - Il museo è aperto al pubblico, con ingresso gratuito, previo appuntamento tramite la Biblioteca Civica – tel.: 0442 689044. La struttura non è agibile a persone diversamente abili